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BABYLONIA

Un romanzo dai sapori neorealisti, duro e spietato come solo i bambini sanno essere.
Babylonia è la città dell’età di mezzo, i suoi abitanti non sono né bambini, né adolescenti. Un’età che non è niente, ma che ha le sue regole. E vanno rispettate.

Autore: Davide Di Vitantonio
Pagine 136
ISBN: 978-88-98423-02-6

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Davide Di Vitantonio

Davide Di Vitantonio nasce nel 1987 a Teramo, dove ha studiato e ora lavora come psicologo. Nel mondo dell’editoria non è un esordiente assoluto, poiché pubblica, nel 2012, la raccolta di poesie “Labirinto Primo” per la casa editrice Nulla Die di Massimiliano Giordano, riscuotendo un buon successo di vendite. Una lirica, presente in questa raccolta, la si può trovare a prefazione di Babylonia. Questo è quindi a tutti gli effetti l’esordio nel mondo della narrativa di un autore maturo che già conosce il mondo dell’editoria, che ne conosce i meccanismi e i gusti.

Babylonia è un mondo strano. Babylonia è un feudo che fagocita i suoi abitanti e in alcuni casi li salva, in altri li condanna.
E così è per Mattè, che trova un libro di italiano uguale al sui, ma con gli esercizi già svolti, e viene convinto dal bel Lorè di aver fatto un colpo grosso: potranno copiare i compiti senza versare una goccia di sudore.
Ma a Babylonia nulla è semplice e una banalissimo libro “preso a prestito” è capace di fare infuriare altri abitanti del feudo e di scatenare le ire funeste dei grandi, mettere in guerra due mondi che non sono più in grado di comunicare. Ma a Babylonia le risorse sono infinite, e quando sembra arrivata la fine, si è solo all’inzio di un’altra storia, di un’altra avventura, di un’altra guerra.

Babylonia è un libro corale dove i protagonisti, assieme a Mattè, sono i bambini del feudo. Ma non solo. Lo è Babylonia stessa, protagonista: un microcosmo fatto di regole non scritte, che spesso stridono con il mondo dei grandi, e che trova il suo compimento soltanto con l’ingresso dei suoi abitanti nella fase adolescenziale, passaggio metaforicamente d’impatto nelle pagine finali del libro. È un mondo complesso, dove nessuno può sgarrare, e i ruoli sono ben distinti. Babylonia è simbolo dell’età di mezzo, quell’età in cui non si è ancora adolescenti, ma già si è persa la fanciullezza e l’innocenza tipica dei bambini. Babylonia non esiste, eppure ci abbiamo abitato tutti quanti.

Davide ci descrive tutto ciò con il linguaggio della strada. I dialoghi sono in un dialetto del centro Italia, di pasoliniana memoria, che contrasta la ricerca, quasi poetica, della prosa del narratore. Gli scambi di battute tra i bambini ci buttano in una realtà di strada e di fatica quotidiana dettata dalla sopravvivenza a un mondo come Babylonia.

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